Internet e la risurrezione delle buone maniere

Ho scritto un post, qua sotto. Parlava di come sul web siamo tutti più coraggiosi, e più maleducati.
Poi, ho soppesato l’altra faccia della medaglia.
Selvaggia Lucarelli ha scritto un articolo su Libero su Sara Tommasi, sostenendo che la ragazza ha bisogno di aiuto. Poi, sul suo Facebook, ha postato il tweet idiota di un tipo che riporto tal quale:

La cosa che più mi è piaciuta, e mi ha fatto riflettere, è stata questo commento della Lucarelli:

Il sacro terrore del pubblico ludibrio.
Chissà che non sia questo, a salvarci.
Chissà che non si ridiventi tutti più cauti, più attenti a quello che si scrive, più riflessivi e, in sostanza, più educati.
Come sappiamo, la rete non perdona.
Quello che si scrive rimane lì. E circola. Impossibile tornare indietro, se non scusandosi.
E se anche fosse solo la paura del giudizio altrui a spingerci ad agire bene e a pensare prima di scrivere, non sarebbe una cosa da poco.
Non c’era una massima del tipo “Cura i tuoi pensieri perchè diventeranno le tue azioni, e cura le tue azioni perchè diventeranno il tuo carattere”?
Ma sto diventando troppo moralista. Devo smetterla di rileggere Jane Austen.

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