Il sottile confine tra educazione e battuta


Ci penso da tempo.
Illuminante per me è stato questo post di Simona Melani.

A volte, le persone sembrano aver smarrito la base fondamentale di ogni rapporto, digitale o analogico che sia: la buona educazione. Avete mai detto a qualcuno, in faccia, durante una conversazione “ma come cazzo parli?” o cose del genere? Scommetto di no. Cosa autorizza quindi a prendersi certe libertà online?
Ci rende davvero più fighi, più cool, “stocazzare” i cosiddetti vip, rispondere loro con astio su questioni assolutamente irrilevanti, solo per il gusto di salvare il proprio tweet “coraggioso” tra i preferiti? Perché gli italiani si ostinano ad usare i social media come dei bambini di tre anni?

Sui social siamo tutti molto più coraggiosi che nella vita offline.
Più maleducati, volendo. Sia in attacco, sia in difesa.
E’ infantilismo? E’ rabbia repressa? E’ solo voglia di mettersi in mostra?
Qual è il confine tra bonarietà (o “lollosità”, atroce ma efficace neologismo) e astio?
Tra “ridere con” e “ridere di”?

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3 thoughts on “Il sottile confine tra educazione e battuta

  1. Pingback: Internet e la risurrezione delle buone maniere | Sconnessa

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