Diventare popolari su Twitter con il nick giusto/3: i Santi Pietro e Paolo

Dopo l’intervista a Dio e il Diavolo e quella al Triste Mietitore aka La Morte (un tipo meno deprimente di quanto si potrebbe pensare), mi è sembrato giusto sentire anche i loro stakeholder: i Santi Pietro e Paolo.

Ecco la loro (la sua?) intervista.

• Scegliere uno pseudonimo come il tuo è un gioco, una provocazione o una scelta calcolata a tavolino? Un gioco. Comunque all’inizio eravamo in due, ma visto che l’altro ora se ne sbatte, faccio da solo.

• Ti aspettavi il successo che hai avuto, in termini di followers e popolarità? Assolutamente no, anche perchè all’inizio per due followers che arrivavano tre se ne andavano…

• Scegliere uno pseudonimo come il tuo vuol dire anche entrare in un personaggio ben preciso, e twittare come se tu fossi lui. Soffri mica di schizofrenia?  Schizofrenia acclarata non lo so, nessun medico mai me l’ha diagnosticata. Ma magari ne soffro e non lo so nemmeno io.

• Come si gestisce un profilo Twitter di fantasia?
Cerchi cioè sempre di twittare a tema o ti concedi delle “uscite”? Hai anche altri profili Twitter personali? 
Vivere l’esperienza di Twitter come san Pietro e Paolo mi dà la possibilità di interagire con tanta gente diversa fra loro, per cultura e soprattutto religione. Twitto come fossero due comici alla Ficarra e Picone. @lddio mi perdonerà per questo. Quasi mai parlo di religione. Piuttosto mi piace sparare cretinate appoggiandomi su fatti di cronaca e molto spesso mi prendo in giro da solo cambiando i luoghi, fatti e persone con il paradiso e altri santi. Ho un profilo privato ma lo uso talmente poco che i miei followers chiameranno Chi l’ha visto 😉

• Sei entrato nella parte senza problemi? In realtà non mi sono mai sentito un Santo, e forse nemmeno lo sarò mai…

• Hai ricevuto o ricevi critiche per la tua scelta? Per fortuna faccio ridere e le persone apprezzano, anche se qualche cattolico mi ha bacchettato pesantemente in passato, perchè pare che impersonare dei santi sia un grave peccato. Io non lo sapevo e cerco comunque sempre di essere rispettoso nei confronti di chi ha fede.

• Hai rivelato, o hai intenzione di rivelare la tua identità? Alcuni followers sanno chi sono, e sinceramente non ho problemi a dirlo. Non ho mai usato Twitter per insultare o prendermela con qualcuno nascondendomi dietro l’anonimato, per me è un gioco e tale resta. Cerco di far sorridere la gente senza nemmeno avere la pretesa di riuscirci, se poi accade sono contento! Una cosa secondo me è curiosa: alcuni pensano che dietro a questi profili ci siano dei vip. Una ragazza si era convinta che fossi Paolo Bonolis, un altro che fossi Claudio Amendola. Chiaramente la fantasia spazia e visto che è gratis lasciamo fantasticare la gente. Da non sottovalutare anche l’aspetto sessuale… Almeno una volta a settimana una donna o un uomo mi fanno proposte sessuali esplicite! Soprattutto quelli che pensano che io sia un prete.

Annunci

Internet e la risurrezione delle buone maniere

Ho scritto un post, qua sotto. Parlava di come sul web siamo tutti più coraggiosi, e più maleducati.
Poi, ho soppesato l’altra faccia della medaglia.
Selvaggia Lucarelli ha scritto un articolo su Libero su Sara Tommasi, sostenendo che la ragazza ha bisogno di aiuto. Poi, sul suo Facebook, ha postato il tweet idiota di un tipo che riporto tal quale:

La cosa che più mi è piaciuta, e mi ha fatto riflettere, è stata questo commento della Lucarelli:

Il sacro terrore del pubblico ludibrio.
Chissà che non sia questo, a salvarci.
Chissà che non si ridiventi tutti più cauti, più attenti a quello che si scrive, più riflessivi e, in sostanza, più educati.
Come sappiamo, la rete non perdona.
Quello che si scrive rimane lì. E circola. Impossibile tornare indietro, se non scusandosi.
E se anche fosse solo la paura del giudizio altrui a spingerci ad agire bene e a pensare prima di scrivere, non sarebbe una cosa da poco.
Non c’era una massima del tipo “Cura i tuoi pensieri perchè diventeranno le tue azioni, e cura le tue azioni perchè diventeranno il tuo carattere”?
Ma sto diventando troppo moralista. Devo smetterla di rileggere Jane Austen.

Il sottile confine tra educazione e battuta


Ci penso da tempo.
Illuminante per me è stato questo post di Simona Melani.

A volte, le persone sembrano aver smarrito la base fondamentale di ogni rapporto, digitale o analogico che sia: la buona educazione. Avete mai detto a qualcuno, in faccia, durante una conversazione “ma come cazzo parli?” o cose del genere? Scommetto di no. Cosa autorizza quindi a prendersi certe libertà online?
Ci rende davvero più fighi, più cool, “stocazzare” i cosiddetti vip, rispondere loro con astio su questioni assolutamente irrilevanti, solo per il gusto di salvare il proprio tweet “coraggioso” tra i preferiti? Perché gli italiani si ostinano ad usare i social media come dei bambini di tre anni?

Sui social siamo tutti molto più coraggiosi che nella vita offline.
Più maleducati, volendo. Sia in attacco, sia in difesa.
E’ infantilismo? E’ rabbia repressa? E’ solo voglia di mettersi in mostra?
Qual è il confine tra bonarietà (o “lollosità”, atroce ma efficace neologismo) e astio?
Tra “ridere con” e “ridere di”?

5 consigli per scegliere chi seguire su Twitter

1. Non seguire parenti e amici. Per quello c’è Facebook.

2. Non seguire 25 persone. Avrai la timeline che va alla velocità di un bradipo assonnato. Soprattutto non seguire 25 vip. Per assistere ai loro battibecchi/leccate di culo c’è la televisione.

3. Non seguire 25.000 persone. Ci metterai troppo tempo a capire chi è realmente interessante e chi fa solo volume.

4. Segui persone a caso. Segui chi ha una bella foto. Segui chi ha una brutta bio. Segui chi ti sta antipatico a pelle. Segui d’istinto. Twitter riserva sempre piacevoli sorprese.

5. Non seguire chi ti ha seguito (followback). E’ una logica perversa. A questa stregua dovresti non seguire chi non ti segue. E infatti molti lo fanno: ti seguono per prova e, appena vedono che non li caghi, ti defalcano. Voglio ostinarmi a credere che, almeno su Twitter, possiamo fare a meno di queste logiche.

Soprattutto, non seguire questi consigli e fa’ ciò che vuoi.