I famosi su Twitter? No, grazie.

Vi racconto una storia.
Ieri sera, in uno dei frequenti vuoti pneumatici mentali di cui si compone la mia esistenza, ho deciso di scoprire chi fosse Taylor Swift.
Di lei sapevo solo che era:
1- una cantante di un genere che a me non piace,
2- piena di riccioli biondi sospettosamente perfetti e
3- fidanzata da qualche mese, a rotazione, con tutti gli attori che piacciono a me, e quindi poco simpatica. (Tutto questo lo devo alla lettura delle riviste di gossip americane, che mi servono, naturalmente, per allenare il mio inglese).
Insomma vado su Youtube, ascolto qualcosa e resto discretamente impressionata. Bellissima e con una bella voce, canzoncine d’amore pastorale con tanto di stivaletti da cowboy, vestitini bianchi di pizzo: una ninfa del bosco. “Una cantante pop non volgare, non sguaiata! Ma che bello”, penso, estasiata.
Interessata, decido di sfruttare Twitter per approfondire e vado a leggere qualche suo tweet.
Un senso di delusione sottile si impossessava di me man mano che leggevo.
Twittava da sola da una camera d’albergo, la tapina, in tournèe in Australia. Grondava banalità a ogni tweet, altro che ninfa dei boschi.
Avrei dovuto saperlo: zero magia, zero poesia, e soprattutto, assolutamente niente di interessante. Ma proprio niente di niente. Il suo contributo alla mia felicità, palesemente, si esauriva nella sua bella voce. Per il resto, sarebbe anche potuta non esistere.
Vorrei non essere andata a curiosare e, intendiamoci, sto parlando di Taylor Swift: figuriamoci se dovessi seguire qualche mio mito come Rob Smith o Thom Yorke.
Perchè vi ho raccontato questa storia, oltre che per annoiarvi e farvi pensare “Ma questa ha delle prese di coscienza da bambina cinquenne”?
Perchè secondo me Twitter ha danneggiato qualcosa nel rapporto con le celebs. Dove per celebs escludo blogger famosi o twitstar o gente diventata famosa nel web.
Una volta, se eri famoso, eri irraggiungibile.
E nella tua irraggiungibilità stava gran parte del fascino dell’essere famoso.
Da quei pochi sprazzi che trasparivano potevi immaginarti vite meravigliose, dorate, perfette o anche maledette, sporche e dannate, in ogni caso più interessanti della tua.
Oggi i famosi sono su Twitter, e Twitter realizza un sogno democratico: ognuno ha un profilo uguale a chiunque altro; ognuno è separato da ogni altro solo da un tweet.
Perciò, oggi, se voglio dire una cosa a Demi Moore basta un tweet, nessun intermediario, nessuna complicata ricerca di indirizzi postali privati e non gestiti dall’ufficio stampa.
Il sogno della raggiungibilità, raggiunto.
Ma in questo, personalmente, non ci vedo nessun guadagno.
Io a seguire le celebrità su Twitter non ci riesco.
Se volete ficcanasare nella vita dei famosi, fate pure.
Ma io non voglio farlo, mica per loro, ma per me. State lontane da me, celebrities, che io sto lontana da voi.
Parafrasando Woody Allen e il suo “Non vorrei mai far parte di un club che mi accettasse come membro”, io, le celebs preferisco immaginarle il più possibile diverse da me.

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5 thoughts on “I famosi su Twitter? No, grazie.

  1. In fondo siamo tutti uguali, le celebrità hanno solamente qualche piccola dote in più oppure sono state un po’ più fortunate degli altri; quello che hai scritto è veritiero, quando si approfondisce la conoscenza di tali persone capita più spesso di essere delusi che piacevolmente sorpresi.

    Un saluto

  2. Pingback: Come convivere in armonia coi VIP sui social network: un decalogo | Sconnessa

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