Il Follow Friday. Il venerdì delle menzioni, delle cortesie ricambiate e delle leccate di culo.
Potenzialmente, un’ottima idea. Potrebbe essere il momento più social di un social asociale come Twitter: amici che presentano amici ad altri amici.
Ma come tutte le ottime idee venute agli esseri umani, essendo poi gestita da esseri umani, s’è trasformata ben presto nella sagra della caciotta.
Antonio Lupetti boccia il #FF come spam fastidioso. Io il venerdì su Twitter, nonostante tutto, mi diverto a osservare che succede.
Ecco alcune stranezze che ho notato:
1- La lobby dei 20-25 tuitteri famosi-ma-non-troppo (ne avevo già parlato qui) che si fanno #FF reciprocamente. Come un tetto di cristallo, non segnalano mai qualcuno di nuovo, ma si rimbalzano i followers come palline di gomma rincoglionite.
2- I ragazzi che fanno #FF alla figa di turno sperando di impressionarla, aggiungendo un elenco delle qualità della bella in questione (“seguitela perchè è dolcissima tenera simpatica ecc.)
In pratica l’equivalente di conoscere una che ti piace in discoteca e, anzichè cercare di appartarsi con lei, trascinarla al centro della pista e gridare a gran voce “Ragazzi, guardate che gnocca! Provateci!”. Auguri.
3- Quelli che fanno #FF a una twitstar e perdono ogni contegno. Il #FF è già di per sè un attestato di stima; a molti però non sembra sufficiente, e allora via con litri e litri di saliva.
4- Va di moda l’#FF collettivo. Consiste nel comprimere in un unico mostruoso tweet un insieme eterogeneo di persone che manco si conoscono/seguono tra di loro. Un po’ come mettere troppi capi colorati insieme in lavatrice: l’oblò fa fatica a chiudersi, e il bucato potrebbe venire disastroso.
Ora, io sono tarda e forse scopro l’acqua calda, ma mi è venuto il dubbio che chi lo fa intenda “presentare” queste persone tra loro, più che additarle ai propri followers. Perciò vado a vedermi profilo per profilo questi utenti e decido, a volte, di seguirne qualcuno. La noia arriva quasi sempre verso il terzo, perchè nove volte su dieci nominati insieme a me ci sono aziende, agenzie, case editrici che non vedo perchè dovrei seguire.
5- I geniacci che fanno gli #FF personalizzatissimi, brillanti e bellissimi. Il dubbio è che vogliano mettersi in mostra loro, più che indicare qualcuno di meritevole.
E adesso scusate, ma è venerdì e devo correre a fare e ricambiare i #FF.
Ecco, vedi adesso mi hai bloccata volevo farti un FF e invece
Ma mica sto dicendo che non bisogna fare #FF. E poi, se anche lo dicessi, tu mi ascolti?
No, non ti ascolto. Ti leggo.
)
Ho smesso di partecipare al #ff perché mi arrivavano vagonate di spam.
Besos.
Posso proporre di aggiungere un numero alla lista?
6 – Ci sono persone che ti menzionano col #FF (che dovrebbe essere un modo per dire:”ehi, questo utente è interessante per questo motivo, io lo seguo e ti consiglio di seguirlo”), peccato che a volte, oltre ad essere un #FF collettivo e senza motivazione, quell’utente non ti segua né in TimeLine né in lista… e probabilmente non ha mai letto un tuo tweet neanche seguendo – per sbaglio – qualche hashtag che utilizzi.
Direi che è incommentabile
il che differisce dalle umane miserie della vita reale – oltre che nella forma del medium – in cosa?
Non saprei, anche perchè non ho capito bene a cosa ti riferisci. Comunque i social siamo noi, e spesso siamo noi al peggio (o al meglio; dipende dai punti di vista).
autopromozione della lobby; corteggiamento di branco; leccate di culo ai potenti; complimenti e apprezzamenti collettivi e poco pensati; falsi apprezzamenti per mettersi in mostra. Una normale giornata nel mondo degli esseri umani.
I social riproducono schemi di realtà, ma credo che la cosa più interessante sia che a volte più uno è famoso virtualmente, più è sfigato realmente.
leggendo queste 5 assurdità e mettendole insieme ai 10 errori mi viene da pensare che non ti piaccia poi così tanto Twitter… lo so, il mezzo è bello, sono i fini che non lo sono altrettanto (e sopratutto le persone che li concretizzano).
Sbagli, io adoro Twitter. Perchè Twitter è la gente e io adoro la gente. E le nostre imperfezioni. In tutto quello che racconto ci sono anch’io: non si dice che non si scorge un difetto in un altro se non lo si ha in noi stessi? E mi fa ridere parlarne. Perchè ridere è sempre meglio di piangere!
lo dici a me?
Pingback: Croce e delizia del #FF | Peppe Sirchia
Ahahahahaha!!! io sono quello del punto 4! non a tutti però….
il punto 3 è una triste realtà purtroppo….
Io sono una Twit-troglodita e credo di aver finora compiuto tutti gli errori possibili. Il FF sfugge alle mie competenze, per ora. Mi ci impegnerò.
Bel post!